Rivista

 

SINAPPSI è la rivista scientifica dell'INAPP, che si propone come luogo di riflessione e dibattito sui temi legati alla valutazione delle politiche sociali e del lavoro, dell'istruzione e della formazione, e in generale di tutte le politiche pubbliche che hanno effetti diretti o indiretti sul mondo del lavoro e del welfare.

SINAPPSI, nata rinnovando radicalmente la tradizione dell'Osservatorio ISFOL, si orienta ad accreditarsi come una rivista di elevato prestigio nel dibattito sull’analisi delle politiche pubbliche nel nostro paese, in accordo con il nuovo sistema di regole di certificazione e di ranking delle riviste scientifiche italiane.

Il confronto cui SINAPPSI intende dare avvio sotto la guida del nuovo comitato editoriale riguarda il rapporto tra ricercatori e la vasta gamma di attori interessati alle politiche pubbliche, sia intorno a questioni di carattere scientifico, sia relativamente all’ampio spettro di problemi che l’implementazione di programmi comporta. Amministratori e policy maker non costituiscono solo un pubblico altamente competente al quale la rivista intende rivolgersi, ma anche osservatori privilegiati delle politiche, del loro disegno e del loro funzionamento nei diversi contesti di implementazione.

La pluralità delle voci che SINAPPSI intende ospitare non può essere disgiunta dall’esigenza di assicurarne la qualità e il rigore metodologico, necessari affinché la rivista possa accreditarsi come voce autorevole e competente sui temi delle politiche pubbliche. La selezione degli articoli si fonda quindi su un processo di revisione dei testi, anonimizzati, da parte di due esperti anonimi per ciascuna proposta di articolo.

Il nuovo corso della rivista riguarda anche la prospettiva culturale nell’analisi delle policy che si intende proporre, in modo particolare circa il rapporto tra teoria ed esercizio empirico nella valutazione delle politiche pubbliche. La valutazione delle politiche è al centro degli interessi della rivista, in una concezione che rinuncia alla gerarchia dei metodi, e secondo la quale il metodo costituisce solo il tramite per la produzione delle risposte più adeguate alle domande valutative di partenza. Declinata sia in termini di valutazione degli effetti, sia in quelli di valutazione dell’implementazione o di valutazione ex ante e di valutazione delle performance, la valutazione delle politiche pubbliche non può essere ridotta in un unico recinto informativo e nel quadro dei modelli dominanti del mainstream dei discorsi accademico-professionali. Deve poter trarre beneficio dall’ecologia dei paradigmi valutativi e dalla varietà delle basi informative. In un’epoca che si caratterizza per il diluvio dei dati, di differenti qualità e di diversa fonte, SINAPPSI intende anche promuovere un dibattito sulle modalità di costruzione delle basi informative delle politiche. I dati non sono ‘neutri’, ma vanno investigati nei loro presupposti teorici. In questa chiave l’analisi deve inevitabilmente confrontarsi con le teorie: quelle che hanno ispirato, esplicitamente o implicitamente, le politiche stesse e quelle che hanno condotto a privilegiare un certo modo di procedere alla loro analisi e valutazione. I dati – quantitativi e qualitativi, secondo un approccio che, coerentemente con lo spirito interdisciplinare della rivista, privilegia la complementarietà delle fonti informative piuttosto che il loro ordinamento gerarchico – costituiscono una risorsa preziosa tanto per chi fa ricerca, quanto per gli amministratori pubblici, ma ne vanno messe in evidenza e discusse le filosofie di governo ispiratrici.

Compongono il nuovo Comitato editoriale Dora Gambardella (Università degli Studi di Napoli Federico II), in qualità di presidente, Fabio Berton (Università degli Studi di Torino), Paolo Landri (Università degli Studi di Napoli Federico II), Massimo Pallini (Università degli Studi di Milano), Emmanuele Pavolini (Università degli Studi di Macerata) e Claudio Vitali (INAPP).

 

Sinappsi

Giugno, 2018

L’uscita del primo numero di Sinappsi del 2018 segna una nuova fase della vita del periodico dell’INAPP, orientato ad accreditarsi quale punto di riferimento nel dibattito sull’analisi delle politiche pubbliche nel nostro Paese. Il programma di sviluppo della rivista si concentra in particolare sul rapporto tra teoria ed esercizio empirico nella valutazione delle politiche pubbliche, per interrogarsi sulle modalità di costruzione delle basi informative e riflettere sui presupposti teorici dei dati raccolti che definiscono e concorrono in parte a determinare le condizioni di efficacia delle politiche pubbliche.

Evoluzione della normativa sulla trasparenza

Giugno, 2018

Cassese Sabino

Questo contributo, presentato in occasione della Giornata della Trasparenza tenutasi in Inapp il 20 dicembre 2017, si articola in tre parti. Nella prima si fornisce una panoramica generale dell’evoluzione normativa dell’ultimo quarto di secolo. Nella seconda sono illustrate le linee di fondo delle norme vigenti. Nella terza si forniscono spunti critici sull’attuale assetto della disciplina e sul modo in cui i poteri distribuiti tra gli organi pubblici vengono esercitati.

Perché gli Stati moderni valutano politiche e organizzazioni pubbliche?

Giugno, 2018

Marra Mita

Mettendo in risalto il legame esistente tra funzionamenti statali (antichi e moderni) e processi valutativi, l’articolo individua le condizioni in cui la valutazione tradisce la funzione democratica che in principio le è assegnata nell’ambito degli assetti istituzionali più avanzati. Tra l’iper-modernismo degli Stati contemporanei e i meccanismi di controllo e di sopraffazione degli Stati dell’antichità, l’articolo esplora l’humus in cui la valutazione diventa esercizio tipicamente burocratico o autocratico, rivalutando il ruolo della conoscenza pratica nella capacità di governo e di gestione della cosa pubblica.

La valutazione delle politiche pubbliche: il contributo informativo degli approcci orientati alla teoria

Giugno, 2018

Lumino Rosaria

Il contributo mette a tema l’apporto informativo offerto alla valutazione delle politiche pubbliche dagli approcci orientati alla teoria, con particolare attenzione alla Valutazione Basata sulla Teoria e alla Valutazione Realista. Gli approcci sono sinteticamente richiamati a partire dai punti di contatto e di differenza circa la concettualizzazione dei programmi sociali e dei meccanismi causali sottostanti. Il saggio prosegue con una riflessione sulle implicazioni teorico-metodologiche che la loro adozione comporta per il processo valutativo, per il tipo di conoscenza prodotta e per il ruolo ascritto al valutatore.

Lavoro temporaneo, scioperi, investimenti e competitività: il ruolo della contrattazione in deroga al CCNL

Giugno, 2018

Ricci Andrea

Nell’articolo si analizza l’effetto che gli accordi che derogano alla legislazione del lavoro e al CCNL (art. 8, D.L. n. 138/2011) esercitano sulla conflittualità nelle relazioni industriali, sulla propensione a utilizzare contratti a termine, sugli investimenti e sulla competitività delle imprese. A tal fine si utilizzano i dati della Rilevazione su Imprese e Lavoro (RIL) condotta dall’INAPP nel 2015 su un campione rappresentativo di società di persone e società di capitali operanti nel settore privato extra-agricolo. Sono quindi discusse le implicazioni di politica economica.

La NASPI e le politiche attive del lavoro

Giugno, 2018

De Vincenzi Roberto , De Blasio Giuseppe

Il paper illustra i risultati del progetto Visit Inps Scholars, che consiste in un’analisi approfondita dei trattamenti e dei percettori di sostegno al reddito in caso di disoccupazione, e che rileva, nel contempo, le ricadute che la gestione amministrativa e il carattere di tali trattamenti hanno sul sistema di erogazione delle misure di accompagnamento al reinserimento lavorativo. L’utilizzo di specifiche procedure dedicate alla ricostruzione delle durate effettive dei trattamenti ha permesso di stimare, su una coorte annuale di percettori, le platee che maturano o meno i requisiti per l’accesso alle politiche attive del lavoro.

I Fondi interprofessionali nella strategia d’impresa

Giugno, 2018

Ferri Valentina , Tesauro Giuliana

Il contributo indaga su quanto determinate caratteristiche delle imprese incidano sulla decisione di far ricorso ai Fondi paritetici interprofessionali per finanziare la formazione dei lavoratori. L’analisi empirica si basa sui dati della Rilevazione su Imprese e Lavoro (RIL), condotta da Inapp nel 2015. Il lavoro evidenzia come le caratteristiche delle imprese, della forza lavoro e dell’assetto manageriale e proprietario siano correlate non solo alla propensione a realizzare percorsi di formazione per i lavoratori, ma anche alla scelta di ricorrere ai Fondi interprofessionali.

Verso un nuovo modello sociale europeo in risposta alle disuguaglianze che avanzano

Giugno, 2018

Ruggeri Viviana , Governatori Giulia , Spitilli Francesca

A partire dai nessi tra disuguaglianze dei redditi e crescita delle nuove povertà in Europa, l’articolo evidenzia l‘urgenza di un modello sociale europeo capace di ricostruire i diritti universali che le politiche economiche neoliberiste hanno indebolito. Il recupero di una centralità dei diritti sociali e del lavoro ispirano i recentissimi dispositivi europei che rischiano però di tradursi in meri enunciati senza una messa in discussione della politica economica europea. L’articolo rilegge il Reddito di inclusione alla luce dei dispositivi europei, evidenziandone gli scostamenti da una garanzia di reddito minimo quale strumento di contrasto alla povertà.

Atlante lavoro

Aprile, 2018

Mazzarella Riccardo , Mallardi Francesco , Porcelli Rita

L’articolo descrive i principi e i metodi utilizzati per l’elaborazione del modello Inapp dell’Atlante lavoro e il suo successivo utilizzo in ambito “istituzionale”. Il modello originario dell’Atlante lavoro infatti, è stato in seguito integrato con l’obiettivo di raccogliere informazioni provenienti dal mondo learning, al fine di supportare le policy nel campo dell’apprendimento permanente e delle politiche attive del lavoro. Nella parte finale del contributo gli autori illustrano le possibili funzioni d’uso dell’Atlante quale modello per la ricerca e strumento tecnico nelle prassi e nei servizi del sistema lavoro-learning.

Competenze e differenze di genere

Aprile, 2018

Di Castro Giovanna

L’articolo esamina la relazione tra competenze di base e differenze di genere sulla base di un confronto analitico ed empirico delle evidenze che emergono dalle indagini OCSE-PISA (2000-2015) e PIAAC (2012). L’analisi si focalizza sui fattori che condizionano le disuguaglianze di genere a partire dai percorsi scolastici (dati PISA), per poi alimentarsi nei percorsi della vita adulta e nel mercato del lavoro (dati PIAAC). I dati mostrano migliori performance maschili nelle prove a carattere numerico o scientifico, ma al contempo rivelano la necessità di valorizzare il capitale umano femminile che mostra punti di forza per alcune fasce della popolazione.

La lotta alla dispersione formativa in ambito europeo

Aprile, 2018

Carta Francesca , Paniccio Paola

Al centro delle politiche educative comunitarie e nazionali, la dispersione formativa costituisce un ostacolo alla crescita economica e della produttività, allo sviluppo dell’occupazione e alla competitività di un Paese. È infatti uno dei principali benchmark utilizzati dalla Commissione europea per l’analisi e valutazione delle politiche del settore istruzione e formazione. L’articolo si propone di esaminare le strategie elaborate dall’UE e le misure adottate dagli Stati membri per contrastare la dispersione formativa. Verranno analizzati, inoltre, il caso spagnolo e quello tedesco, al fine di accrescere la conoscenza del fenomeno e contribuire al dibattito sulle potenziali linee di intervento da attuare in Italia.

Web data mining e costruzione di profili professionali

Aprile, 2018

Paliotta Achille Pierre , Lovergine Saverio

Negli ultimi anni, Internet è diventato uno degli strumenti più utilizzati per la ricerca di lavoro. I siti che individuano milioni di job vacancies, manipolando dataset di grandi dimensioni, richiedono tecnologie e metodi analitici per l’estrazione e la pulizia dei dati. Obiettivo del lavoro è la sperimentazione della costruzione di un profilo professionale (Business analyst), ricavato dalla domanda di lavoro, ossia dall’analisi delle job vacancies, estratte con tecniche di web data mining, dal principale motore di ricerca verticale mondiale (Indeed.com), mediante software (Python e R), al fine di ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro. Tale profilo sarà raffrontato con lo stesso presente nel Sistema Informativo sulle Professioni Istat-Inapp.

Professioni nell’ICT

Aprile, 2018

Mereu Maria Grazia , Franceschetti Massimiliano

L’obiettivo dell’articolo, a partire dai dati del Sistema informativo sulle professioni, è capire se e come il cambiamento potrà incidere sul contenuto del lavoro delle professioni dei settori ICT. La prima parte evidenzia i fabbisogni di competenze e conoscenze degli occupati. La seconda parte anticipa gli esiti di uno studio di scenario condotto, attraverso focus group, con esperti ICT. Il lavoro prende le mosse dall’analisi delle caratteristiche del settore per prefigurare i possibili scenari evolutivi in un orizzonte di medio periodo. Il tutto è finalizzato ad anticipare gli impatti che si produrranno su competenze e caratteristiche professionali dei lavoratori.

Lavorare in carcere

Aprile, 2018

Di Rico Lucilla , Maiorano Antonietta , Lolli Cristina

Il testo delinea un possibile modello di presa in carico dei detenuti che, attraverso un percorso mirato e condiviso, porti all’accompagnamento da dentro a fuori del carcere, soffermandosi sulle principali figure professionali da coinvolgere in tale percorso. Esso può essere un utile strumento per la sperimentazione che sarà avviata in alcune carceri italiane, in attuazione del tanto atteso processo di riforma della giustizia. Si tratta di alcuni indirizzi per la predisposizione di percorsi innovativi finalizzati all’inserimento socio-lavorativo dei detenuti, che vedano coinvolto il maggior numero possibile di essi in attività di formazione, orientamento e lavoro.

Il ruolo sociale dell’educazione economica. Evidenze, strumenti e tutele

Dicembre, 2017

Mandrone Emiliano

Qual è la capacità degli italiani di comprendere le dimensioni economiche e finanziarie? Sanno quello che fanno quando investono i loro risparmi, usano denaro elettronico o giocano i propri soldi? Il saper maneggiare i numeri, i termini e le norme è un tema rilevante per le implicazioni sempre maggiori che la conoscenza della dimensione economica assumerà nella nostra vita. Nell’articolo si cerca di individuare da un lato i limiti cognitivi e normativi, dall’altro gli strumenti individuali e collettivi per gestire o difendersi dalle tante occasioni in cui le nostre capacità analitiche vanno applicate alle scelte economiche. Si cerca, infine, di porre l’accento sulle implicazioni che un miglioramento dell’educazione economica può comportare nell’interesse generale.

Genitorialità e work life balance. Non solo questioni di genere

Dicembre, 2017

Canal Tiziana , Gualtieri Valentina

Quando si affronta il tema del work life balance, l’attenzione non dovrebbe riguardare solo questioni di genere, ma interessare la complessità delle condizioni personali, familiari e professionali. Partendo da questo assunto, il contributo, sfruttando i dati provenienti dalla IV Indagine sulla qualità del lavoro in Italia condotta dall’Inapp* nel 2015, illustra i risultati di analisi sui livelli di conciliazione delle persone occupate in età riproduttiva, considerando non solo le differenze di genere, ma anche e soprattutto quelle dovute alla genitorialità. Lo studio evidenzia i principali fattori determinanti dei differenti livelli di work life balance, con particolare riferimento al caso dei lavoratori con figli.

Incentivi al lavoro permanente e contratto a tutele crescenti

Dicembre, 2017

Centra Marco , Gualtieri Valentina

Obiettivo dello studio è stimare l’impatto dell’incentivo economico previsto per il 2015 per le assunzioni di lavoratori a tempo indeterminato (L. n. 190/2014, art. 1, c. 118) e dell’introduzione del contratto a tutele crescenti, a parziale riordino delle tutele sul licenziamento nel lavoro subordinato (D. Lgs n. 23/2015). L’approccio adottato è di tipo controfattuale con una strumentazione che prevede la stima di un modello difference in differences. Le analisi sono condotte sulla base dati CICO (Campione Integrato delle Comunicazioni Obbligatorie), diffusa dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, ricavata dagli archivi gestionali delle comunicazioni obbligatorie on line.

Scienze sociali computazionali e policy innovation

Dicembre, 2017

Lettieri Nicola

Il lavoro analizza il modo in cui le acquisizioni scientifico-metodologiche maturate nell’emergente area delle scienze sociali computazionali (SSC) possano tradursi in una innovazione dei processi di elaborazione delle policy. Dopo un’introduzione alle prospettive di ricerca e ai metodi delle SSC, l’analisi si concentra sulle possibili intersezioni tra queste ultime e il policy making. L’attenzione si rivolge in particolare al mondo del diritto e ai processi di rule making coinvolti nella definizione e implementazione delle politiche pubbliche. Vengono esaminate in quest’ottica recenti esperienze di ricerca che sfruttano diversi approcci computazionali allo studio della realtà sociale per supportare la valutazione ex-ante dell’impatto delle scelte pubbliche nel settore delle politiche del lavoro e delle politiche economiche.

Dal telework allo smartwork

Dicembre, 2017

Spagnuolo Roberto

I rapidi progressi della telematica e il ritardo nell’applicare il telelavoro hanno reso necessari interventi normativi più incisivi a cavallo del nuovo secolo, sia a livello comunitario che italiano. In un contesto lavorativo che ricerca flessibilità organizzativa, in Italia la giurisprudenza ha evidenziato alcune difficoltà applicative degli istituti del rapporto subordinato; nuovi criteri negoziali hanno riorientato il controllo della parte datoriale, dalle energie lavorative al risultato finale; mentre, in termini di strumenti normativi, si tende ad un riequilibrio tra la legge e la contrattazione decentrata, territoriale, aziendale e individuale. Alcune fattispecie di telelavoro sono così fonte di maggiore impatto destrutturante del rapporto subordinato.

La riforma del Terzo settore e il Registro unico nazionale. Elementi per una proposta

Dicembre, 2017

Carbone Anna Elisa

Inapp, in base all’esperienza maturata, presenta alcune riflessioni funzionali al processo di istituzione e di coordinamento del Registro unico nazionale del Terzo settore previsto dalla Riforma. Il Registro è sia un obbligo normativo sia un’occasione da non sottovalutare per la conoscenza del settore, la trasparenza e la governance dello stesso. La proposta, pertanto, tiene conto: delle raccomandazioni europee a sostegno della creazione di registri amministrativi e di conoscenza statistica anche per l’economia sociale; dell’importanza di disporre di statistiche affidabili per formulare politiche, per l’assegnazione dei fondi e per il monitoraggio dei risultati; della necessità di garantire la “certezza pubblica” di iscrizione di una organizzazione al Registro per motivi di pubblicità, identificazione, autenticazione, verifica e certificazione.