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Politiche del lavoro pubblico.  Presentazione numero monografico SINAPPSI connessioni tra ricerca e politica 1/2020

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L'evento ha affrontato il tema attualissimo delle politiche del lavoro pubblico a partire dai contenuti del numero 1/2020 di Sinappsi completemente dedicata a questo argomento.Ne dibatteranno il Presidente Inapp Sebastiano Fadda, il Presidente SNA Stefano Battini, Sabino Cassese, Antonio Naddeo, Alessandro Natalini e Valeria Vaccaro.

Sinappsi 1/2020, di cosa si parla:
Le politiche del lavoro pubblico sono segnate dal susseguirsi di continui tentativi di cambiamento (Battini e Gasparrini). Da una parte, il moltiplicarsi degli arrangiamenti settoriali che, nell’intento di risolvere specifici problemi settoriali o di dare soddisfazione a micro-interessi corporativi, hanno generato una progressiva stratificazione di una giungla normativa e retributiva. Dall’altra parte, diversi ambiziosi tentativi di riforma strutturale hanno avuto un andamento pendolare: i periodi in cui si è cercato di conferire al dipendente pubblico uno statuto speciale, distanziandolo dal conflitto politico e da quello sindacale, si sono alternati a quelli in cui si è cercato di assimilarlo a quello dei lavoratori privati, introducendo, sotto la spinta di forze sindacali di settore che nel tempo hanno mostrato una notevole capacità di resilienza (Feltrin), forme di contrattazione collettiva realizzate in modo parziale e contraddittorio (Mastrogiuseppe e Talamo).
Nel complesso questi tentativi di cambiamento hanno lasciato insoluti i problemi di fondo del pubblico impiego, acuiti nell’ultimo decennio dalle politiche di austerità, le quali, ricorrendo in modo indiscriminato alla pratica del blocco del turn over, hanno determinato un drammatico invecchiamento e una irrazionale decrescita numerica degli organici delle amministrazioni pubbliche. Questa frenesia riformista non ha impedito che il lavoro pubblico sia caratterizzato da invarianze di lungo periodo come una dislocazione territoriale e una mobilità del personale determinata dalle esigenze personali dei dipendenti (Esposito) e una dirigenza pubblica che, nonostante la crescita dei livelli retributivi, continua a svolgere un ruolo oscuro ed è succube della politica (Giovannelli e Nugnes). In questo scenario la diffusione del Covid 19, con la necessità del distanziamento sociale, ha introdotto nuovi fattori di cambiamento, in particolare con riguardo all’utilizzo delle tecnologie digitali (Monda) e della disciplina della sicurezza sul lavoro (Pascucci e Delogu).
 

Il fascicolo è disponibile full text in open access.

 

Avvenire.it · 05-11-2020
INAPP. PAURE E SICUREZZA PRIMA E AL TEMPO DEL COVID 
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Italia Oggi Sette pag.1 · 05-10-2020

P.A. IMMOBILE: I DIRIGENTI SONO POCHI, ANZIANI E ANCHE COSTOSI (A.Longo)
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Agenparl.eu · 18-09-2020

IL 24 SETTEMBRE PRESENTAZIONE ONLINE DEL NUMERO DELLA RIVISTA SINAPPSI 
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Adnkronos - 2020-09-18
PA: INAPP, ECCO COSA NON E' CAMBIATO NEL LAVORO PUBBLICO
Roma, 18 set. (Adnkronos/Labitalia) - La vicenda del pubblico impiego italiano è una storia di grandi progetti di riforma falliti. Nelle varie fasi che si sono susseguite, da quella in cui la burocrazia si identifica con lo Stato a quella in cui è collocata in una dimensione privatistica dei rapporti economici, ricorrono gli stessi problemi, che restano insoluti. Se ne parlerà il 24 settembre prossimo nel corso dell'incontro online organizzato da Sna e Inapp - Istituto nazionale per l'analisi delle politiche pubbliche (link: https://inapp.org/it/eventi/politiche-del-lavoro-pubblico), in cui sarà presentato il numero monografico della rivista Sinappsi sulle Politiche del lavoro pubblico, cui interverranno Sebastiano Fadda, presidente Inapp e Stefano Battini, presidente Sna, con la partecipazione autorevole al dibattito di Sabino Cassese, Antonio Naddeo, Alessandro Natalini e Valeria Vaccaro. Tra i principali nodi irrisolti, l'inadeguatezza generale della dirigenza: reclutamento dei dirigenti, tranne in rari casi, come all'epoca di Giolitti, bandi di concorso non preceduti da un'analisi delle competenze necessarie e maggior valore attribuito alla seniority rispetto al merito. Fortemente sindacalizzati (l'adesione di dirigenti e quadri alle varie sigle si attesta attorno al 50%, due volte di più che tra i colleghi del settore privato), costretti a districarsi in una giungla normativa, hanno scarsa esposizione internazionale, esperienze professionali poco diversificate, competenze prevalentemente giuridiche indirizzate agli adempimenti piuttosto che all'innovazione, valori e cultura coerenti con modelli di organizzazione obsoleti (in media ogni dirigente ha usufruito di meno di due giornate di formazione all'anno).

 

Sspa.it - 28-09-2020

POLITICHE DEL LAVORO PUBBLICO: GUARDA IL SEMINARIO DI PRESENTAZIONE DEL 24 SETTEMBRE 2020
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Radio 24 - 23-09-2020

DUE DI DENARI (Ora: 11:36:35 Min: 18:45)
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